La Chiave d'Oro


Invito tutti gli adulti che suppongono di “sapere” a priori cosa sia meglio per i Bambini loro affidati a riflettere sulla fiaba dei Grimm che qua propongo.

Mi rivolgo a quei genitori che vanno in fibrillazione se il figlio si rivela di temperamento diverso da quello atteso, a quegli insegnanti che fanno aderire l'alunno al programma invece che il programma all'alunno, a tutti gli educatori convinti che a 5 anni un Bambino “sia ormai grande” e che per questo si possa fargli fretta.

Purtroppo da questa postazione risulta impossibile rivolgermi alla Pubblica Istruzione che, tra riforme e controriforme, ha sfornato un sistema educativo entro il quale i disturbi specifici di apprendimento non posso che moltiplicarsi. Questo limite mi costringe ad una sterile indignazione dalla quale tento di uscire in maniera costruttiva condividendo le immagini della fiaba “La chiave d'oro”.

Un giorno d'inverno, mentre una spessa coltre di neve copriva la terra, un povero ragazzo fu mandato a cercare della legna. Dopo averla raccolta, siccome sentiva molto freddo, prima di rincasare decise di accendere un fuoco per scaldarsi un po'.

Sul terreno, dove la neve si era sciolta, vide una chiave d'oro. Ritenendo che dove c'è una chiave non possa non esserci anche una serratura, scavò e scavò finché trovò una piccola scatola di ferro. "Se con questa chiave riesco ad aprirla," pensò, "di sicuro dentro troverò qualcosa di grande valore."

Così si mise a cercare il buco della serratura, ma non riusciva a trovarlo. Alla fine lo vide, ma era così piccolo che lo si poteva appena vedere. Provò la chiave e questa entrò perfettamente.

La girò una volta e... adesso dobbiamo aspettare che sollevi il coperchio per sapere quali grandi meraviglie la scatola contiene.


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