Letture consigliate e... Chirofonetica

Sul filo del Limite (V. Cisini, M. C. Mazzia, E. Pozza, L. Ughetto Budin)

Decisamente di taglio più “tecnico” dei testi consigliati in giugno questo, sopracitato, potrebbe ritenersi esageratamente specialistico. Che sia volontà degli autori o meno io ritengo che il suo contenuto possa invece offrire, a coloro che ne sappiano cogliere l’input, utili suggerimenti per organizzare un lavoro formativo ed educativo di efficacia generale.

La parte teorica è ridotta al minimo ed abbondante è la sezione operativa. In entrambi i casi l’attenzione è quella di mettere al centro la persona. Vero che il tutto è dedicato al lavoro con persone in difficoltà, ma è anche lecito pensare al bambino piccolo che deve imparare a relazionarsi col mondo come ad un essere momentaneamente in “difficoltà".

Dunque credo di poter affermare che molti consigli, esercizi, strategie, qua proposte, siano utilizzabili, con i dovuti aggiustamenti, anche da genitori, educatori, maestri oltre che, come è ovvio, da operatori e insegnanti chiamati a rapportarsi a disabilità gravi.

Nella prefazione siamo avvertiti che saranno bandite le ricette prese dal R.M.P.I. (Ricettario Miracolistico di Pronto Intervento) per occuparci di strutturare condizioni che favoriscano l’apprendimento. Gli autori considerano l’ apprendimento un processo a tutto tondo che coinvolge non solo aspetti cognitivi, ma anche psicologici, affettivi, relazionali e socio-comunicativi. Ispirati da una visione olistica dell’individuo dunque ci vengono proposti laboratori di apprendimento, nella certezza che il binomio benessere/apprendimento sia inscindibile per chiunque, a qualsiasi età ed in qualsiasi condizione versi.

Benessere e apprendimento possono essere garantiti solo da una scrupolosa osservazione atta a fornire informazioni sulla persona oggetto dell’intervento. E tale osservazione dovrà essere tanto più mirata quando più il soggetto potrebbe avere difficoltà di espressione o linguaggio, come è appunto il caso dei bambini nella prima infanzia o della persona con disabilità. Dall’osservazione ben condotta nasce il programma delle attività sia a livello individuale come a livello di piccolo gruppo o di gruppo classe.

Impossibile in questa sede riportare la descrizione dei laboratori, basterà sottolineare che si basano sull’educazione sensoriale.

Interessante l’ultima parte nella quale, in forma schematica, vengono proposti concreti esempi di attività suddivise secondo i diversi obiettivi: cognitivo, autonomia, autonomia personale, gioco basale, manualità fine.

Nonostante io, in linea teorica non condivida la corrente comportamentista sottesa a questa opera,

nel caso specifico, invece, apprezzo non solo le finalità e le proposte, ma anche l’appello alla creatività dell’educatore e, sopratutto, al non irrigidirsi su schemi preconfezionati. Come accennavo più sopra le indicazioni fornite per organizzare laboratori ed attività non sono “ricette”, ma vanno accolte come ispirazioni per strutturare interventi ad hoc, sia che si debba confrontarsi con il singolo o con gruppi, sia che si tratti del bambino nel primo settennio o dell’individuo disabile.

Allora consiglio questo testo a quei genitori che hanno voglia di condividere piccole-grandi esperienze formative con i loro bimbi in un clima domestico e di quotidiana semplicità. Non tutti possono permettersi la traversata dell’Atlantico in barca a vela e nemmeno di costruire la casa sull’albero. Le attività descritte danno suggerimenti a mamme e papà che, non sapendo da dove cominciare, qua troveranno sicuramente corrette ispirazioni. Ma anche le educatrici della scuola dell’infanzia sapranno prendere spunto per strutturare percorsi formativi a 360° e, infine, ma la cosa è ovvia, tutta l’esposizione sarà di grande aiuto agli insegnanti di sostegno che sono chiamati a prendersi cura di alunni che, a causa delle loro caratteristiche, si muovono ”sul filo del limite”.

La Chirofonetica

A proposito di ben-essere fornisco brevi indicazioni su una disciplina ancora poco nota e praticata in Italia : la chirofonetica. Si tratta di interventi fono-tattili che prevedono il ricorso da parte dell’operatore sia al suono della voce, tramite vocali, consonanti, sillabe, sia del “tocco” delle mani che tracciano sul corpo del ricevente le forme peculiari ad ogni fonema. Con questo tipo di intervento si vanno a stimolare in maniera sinestesica il tatto e l’udito al punto che tutto il corpo diventa un grande organo di “ascolto”. Le forme-suono così percepite costituiscono una profonda esperienza sensoriale che concorre a riequilibrare eventuali disarmonie nella persona.

La chirofonetica si basa sulla conoscenza delle forze e delle qualità specifiche dei fonemi che, differenziandosi fra loro per modi, punti di articolazione e “tocco”, svolgono ognuno una propria missione. Come i principi attivi di un farmaco dirigono la loro azione verso ben precisi obiettivi, così i suoni emessi dalla voce e “segnati” contemporaneamente dalle mani di chi opera, possono concorrere nel trattamento delle disarmonie. In particolare si è notato che la chirofonetica può giovare nel caso dei D.S.A., dell’A.D.H.D, di disturbi comportamentali e del linguaggio.

Questo affascinante ambito è stato ideato dal pedagogista e logopedista Alfred Baur approfondendo lo studio della relazione esistente fra i suoni del linguaggio, la fisiologia e l’anatomia umana.

Ovviamente quando si parla di “forme” dei fonemi non ci si riferisce al segno grafico col quale vengono scritti, si tratta piuttosto di forme archetipiche che derivano dal flusso aereo peculiare ad ognuno di essi.

Poiché sto proseguendo la formazione in chirofonetica sarà interessante completare in tale direzione l’offerta presso il mio studio.


In Evidenza
Articoli Recenti