Buone vacanze e... buone letture!

Tempo di vacanze. Finalmente si può avere l’opportunità di leggere qualcosa di meglio di quanto la sottoscritta vi sottopone regolarmente. Io ho già iniziato la dieta letteraria estiva e mi piace condividere quanto ho gustato nelle ultime settimane. Sospendo dunque le mie riflessioni mensili per consigliarvi testi di un sapore particolare. Riprenderemo le vecchie abitudini a settembre…BUONE VACANZE e BUONE LETTURE!

EDUCARE ALLA MERAVIGLIA (Matthew Fox)

Imparare è vivere” affermava Heschel e questa convinzione fa da filo conduttore al testo di Fox. Inizialmente l’autore pone la domanda se l’educazione scolastica sia un dono o una punizione, una maledizione o una benedizione. Un modo diverso per sottolineare quel “mal di scuola” cui anche noi avevamo già accennato in precedenza. Fox pone l’accento sull’attuale crisi della pedagogia che rischia di far passare l’educazione come una sorta di patologia. La mancanza di senso di molte proposte scolastiche rende diseducativi gli interventi in quanto tale perdita di senso sottrae consapevolezza al processo formativo. Nella buona sostanza se imparare è vivere si tratta, per Fox, di imparare lo stupore: una vita priva di meraviglia, di occasioni per stupirsi è infatti una vita di cui non si trova il senso. Molte sono in realtà le opportunità di suscitare meraviglia nei giovani: le discipline scolastiche sarebbero un’inesauribile sorgente di meraviglia, a patto che l’adulto educatore sia il primo a vivere questa dimensione di costante “scoperta” delle verità scientifiche, storiche, linguistiche - in una parola della meraviglia di fronte alle conoscenze di coloro che ci hanno preceduto. Fra i nostri antenati Fox, saggiamente, include anche il cosmo. Un’educazione che parta da tali fondamenta consente di recuperare consapevolezza:

"E’ giunto il tempo di scuole di saggezza", si legge a pag. 48, dove si fa notare come "la conoscenza senza saggezza è pericolosa (...) La conoscenza da sola è potere puro".

In tali scuole la chiave dell’insegnamento dovrebbe essere la creatività, ovviamente non intesa in senso stretto, ma intesa nel senso di Schiller quando disse che l’uomo è tale solo quando gioca: solo nella dimensione creativa, infatti, l’essere umano può esprimere la pienezza della sua natura.

E’ un testo consigliato sia agli educatori di professione che a quei genitori che abbiano la volontà di proseguire un proprio percorso formativo (la pedagogia è un fatto che riguarda gli adulti!) per sostenere quello dei propri figli.

ORIGINE E MISTERO DELL’ARCOBALENO (Theresa Verspohl)

Cosa avrebbe mai a che fare l’arcobaleno con l’educazione e l’insegnamento? Prima di leggere questo testo avrei risposto: quasi nulla, fatta salva, forse, l’opportunità di sondare, dal punto di vista della scienza positiva, alcuni fenomeni naturali.

Ma già il fatto che nel titolo sia contemplata la parola "mistero" lascia presagire un messaggio di qualità superiore.

Nella parte iniziale l’autrice tratta, assai abilmente e con un linguaggio rigorosamente scientifico, ma del tutto accattivante per i non addetti ai lavori, il fenomeno della riflessione, della rifrazione e della diffrazione della luce nonché la relazione fra luce e tenebra. Vengono messi a confronto gli studi di Newton e quelli Goehte per procedere poi a definire quale sia il fenomeno primordiale all’origine dell’arcobaleno.Fin qui la cosa potrebbe interessare per motivi di curiosità. Ma sta di fatto che nello svolgersi del contenuto si viene accompagnati, passo passo, a comprendere come l’arcobaleno che i nostri occhi percepiscono sia metafora di una realtà ben più vasta, profonda e, a tutta prima, inimmaginabile. L’autrice ci prende per mano e ci porta là dove lo spirituale e la materia si incontrano in armonia in quanto l’una espressione dell’altro. Si ha la sensazione, affascinante, di essere più volte condotti sul limitare di un mondo reale, ma non direttamente percepibile ai sensi fisici, alle soglie, appunto, del mistero.

Ma è nella seconda parte del testo che il velo viene tolto. Ci si palesa così la relazione fra il pensare, il sentire, il volere dell’essere umano e le tre attività della luce. L’arcobaleno diventa così l’immagine del principio del divenire in quanto ogni uomo porta il proprio arcobaleno interiore e tramite i colori dell’anima esprime se stesso.

Le ricadute che si sapranno ricavare sul piano pedagogico sono importanti.

Consiglio questo testo ai papà che sento spesso dire “certe cose sono tutte cretinate”. Essi avranno infatti modo di partire dall’analisi di un fenomeno fisico per toccare, senza forzature, quegli aspetti che la pedagogia, ampliata in senso antroposofico, pone a fondamento del sano sviluppo dell’essere umano.

EDUCAZIONE DI LUCE (Elena Puntaroli - Lorenzo Sbrinci)

Il sottotitolo del testo la dice tutta: Una visione creativa per una scuola ispirata dai desideri del cuore.

E si potrebbe presumere che fosse la solita menata new age, invece no. Gli autori si ispirano alle più recenti scoperte della fisica quantistica per suggerire agli educatori un paradigma educativo finalizzato alla formazione di individui co-creatrori della propria realtà. La tesi di fondo è che solo colui che cresce vedendo rispettate le proprie aspirazioni può accedere alle infinite possibilità creative della mente associata alle emozioni.

Il titolo di ogni capitolo viene caratterizzato da un colore e la successione è esattamente quella dell’arcobaleno. Abbiamo così sette passi (dal rosso al viola) cui si aggiunge quello conclusivo, il bianco, che sintetizza i contenuti precedenti.

Il testo è anche ricco di citazioni, brevi, e proprio per questo incisive ed efficaci, che spaziano da Edison a Dewey, da Einstein a Montessori, da Giordano Bruno a Bernard Shaw, Gli autori si rivolgono agli adulti, agli educatori, ai genitori, agli insegnanti, ai formatori, invitando innanzitutto ad un lavoro di autoeducazione per potere poi, onestamente ed autenticamente, educare i bambini.

Consiglio questa lettura a coloro che hanno già compreso che per cambiare le circostanze non si può che partire dal cambiare se stessi ma non hanno ancora incominciato, a coloro che non hanno paura di esercitare la propria libertà con tutte le responsabilità che tale esercizio comporta.


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