Maggio: senso dell'OLFATTO

Concluse le riflessioni sui sensi di base che, nella loro funzione più fisica, conducono l'essere umano a se stesso, nei prossimi mesi andremo a considerare i cosiddetti sensi mediani attraverso i quali l'uomo può collegarsi al mondo.

In questo mese di maggio, in cui la fioritura raggiunge il suo culmine, è dunque appropriato occuparci del senso dell'olfatto.

Non servono molte indicazioni per comprendere come, grazie al senso dell'olfatto, senza soluzione di continuità e senza trasformazioni, l'uomo assuma qualcosa dalla realtà esterna. Con l'olfatto non urto mai contro qualcosa, non sono chiamato a mutare la sostanza introdotta, non incontro alcun limite: mentre inspiro l'ossigeno, utile ai polmoni, nello stesso tempo accolgo in me l'aroma del mondo. E così come non posso scegliere di non respirare, allo stesso modo non posso evitare di aspirare fragranze ed effluvi più o meno intensi.

Grazie al senso dell'olfatto il mondo mi pervade sottilmente, tanto più sottilmente quanto, oltre un certo lasso di tempo, il mio sistema si adegua e perdo la consapevolezza delle qualità di un odore: pur soggiornando in un luogo maleodorante accade che, passati pochi minuti, il mio fiuto non avverta più nulla. È un miracolo fisiologico.

Molto stretta è la sinergia fra senso dell'olfatto e senso della vita. La stimolazione olfattiva infatti rende attivo il principio vitale in tutti gli organi di senso, basti pensare al caso in cui annusando un odore acre, acuto, pungente, gli occhi possono lacrimare, lo stomaco può avere conati o rigurgiti o, in casi limite, la pelle giunge ad accaponarsi.

Nell'essere umano la corteccia olfattiva ha una superficie limitata e per questo motivo il nostro olfatto fa discriminazioni piuttosto grossolane. Lo testimonia la difficoltà linguistica che incontriamo quando vogliamo descrivere un odore, un profumo. Poichè non percepiamo tutta la gamma delle sfumature olfattive nemmeno ci servono vocaboli atti a riferirle. Anzi, nella quotidianità ci accontentiamo di discriminare gli aromi in gradevoli/ sgradevoli, buoni o cattivi.

Ma è tutto ciò che serve per conseguire la metamorfosi dal piano fisiologico al piano sociale.

Il riverbero fisiologico del senso dell'olfatto si manifesta ad un livello più sottile nella nostra sfera morale. Molte locuzioni ce lo confermano. Come ci si esprime quando una situazione appare scorretta o non convince? “ C'è puzza di bruciato...l'affare puzza...” e quando non si invoca in maniera diretta il senso dell'olfatto si ricorre ad immagini forti che lo implicano “ c'è del marcio...rimestare nel torbido...” E come mai i diversi riti religiosi sono accomunati dal profumo dell'incenso che bruciando porta alla divinità ciò che dalla sfera terrestre emana?

Nel Libro dei morti dell'antico Egitto ci viene detto che quando il defunto, dopo essere stato pesato, entra nel regno delle ombre ed incontra gli dei costoro lo annusano...valutano se è buono o cattivo...se la sua moralità può essere gradita o meno nella dimensione spirituale. E poiché non è possibile più di tanto mascherare il proprio “odore” ecco che “fiutare” la moralità dell'individuo consente alla divinità un esame oggettivo, non per nulla la storia della Chiesa ci dice che i santi odorano di viola, di rosa, di mughetto.

Grazie al senso dell'olfatto dunque il bambino, partendo dalla base sensoriale meramente fisiologica, fa diretta esperienza di cosa sia ripugnante e di cosa sia gradevole, di cosa sia buono e di cosa sia cattivo, per sublimare poi tale competenza nell'ambito della propria vita morale nelle età successive.

In sostanza il senso dell'olfatto conferisce la facoltà di percepire le qualità sottili di fatti e persone.

“A fiuto” possiamo intuire con chi abbiamo a che fare e “a naso” possiamo prevedere come una circostanza potrà evolversi.

Se l'organo dell'olfatto crea la base per discernere via via il bene dal male domandiamoci : che impatto avrà su tale capacità di discernimento vivere avvolti dall'odore dell'aria inquinata delle nostre città?

Fra le esalazioni dei fumi delle industrie e delle marmitte delle nostre auto?

Che conseguenze determina l'esposizione a materiali plastici dagli effluvi affatto naturali? O l'uso di deodoranti, profumi, prodotti chimici dagli aromi ottenuti sinteticamente? E chi non ha mai storto il naso stappando un megapennarello del quale sarebbe interessante anche misurare la gradazione alcolica? Di quali fragranze è composto l'universo olfattivo dei nostri piccoli?

Vero che l'antico letame col quale il contadino concimava i campi creava disgusto, ma i fertilizzanti chimici oggi sparsi sul suolo non seducono certo i nostri nasi. Ad un “sano, naturale disgusto” abbiamo sostituito nell'agricoltura, come nei diversi settori delle umane attività, un disgusto altrettanto intenso ottenuto artificialmente.

Questa artificiosità non caratterizza forse molte condotte eticamente discutibili? Non è forse vero che i mezzi d'informazione, la pubblicità e altre “ leggende metropolitane” ci inducono ad avvertire come prioritari bisogni e problemi che ad una riflessione appena più approfondita appaiono fasulli?

Perchè non fiutiamo immediatamente puzza di “bidonate”? (per restare in un contesto legato all'olfatto...)

Tutto ciò, un po' provocatoriamente, per invitare gli adulti a porre attenzione anche all'educazione del senso dell'olfatto, senso per il quale non esistono metodi e tecniche se non la cura dell'ambiente.

Occupiamoci, preoccupiamoci, di cosa entra nel bambino non solo attraverso l'alimentazione, ma anche attraverso il naso. Contrastiamo, là dove sia possibile (e dove non è possibile organizziamoci perchè lo sia!) l'artificialità che riempie le percezioni olfattive dei nostri piccoli.

Passeggiate settimanali nella natura, anche dopo un temporale, quando la vegetazione esala più intensamente, abitudini che comportino l'uso di sostanze naturali (dagli oli essenziali nell'acqua del bagno o nel diffusore ambientale, all'utilizzo di erbe aromatiche negli infusi o nell'alimentazione) per non dire dei molti giochi basati sul senso dell'olfatto che si possono organizzare in casa o a scuola con poca spesa, sono attenzioni sempre più indispensabili ad una crescita serena ed equilibrata, atta a forgiare gli strumenti per strutturare un sano discernimento nell'ambito morale in vista della formazione di adulti saggi, acuti e perspicaci.


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