Aprile: senso dell'EQUILIBRIO

Diversamente da ciò che accade per gli altri sensi di base l'osservazione del senso dell'equilibrio nella sua valenza fisica ci permette di localizzarne la sede in un organo. Tale organo, situato nell'orecchio, è composto dai tre canali semicircolari che, disposti perpendicolarmente fra loro nell'orecchio interno, consentono l'orientamento nelle tre dimensioni dello spazio. In virtù di questo orientarsi l'essere umano si erge sulla propria verticale.

Godere della visione di un bambino che si erge per la prima volta è assistere al trionfo delle forze dell'essere umano sulla gravità e sul mondo che lo accoglie (miracoloso che tale prodigio avvenga nel giro di dodici mesi più o meno!!)

Grazie al senso dell'equilibrio conquistiamo lo spazio.

Possiamo stare in equilibrio proprio perché il nostro essere interno si protende nello spazio, vi si rapporta e ci consente di mantenere la postura eretta. È come se il nostro essere, partendo dall'interiorità, venisse gettato nello spazio e lo riempisse...Noi manteniamo il nostro equilibrio “tenendoci” all'ambiente circostante, o, detto in altri termini, rapportandoci ad un campo di gravità.

Grazie al senso dell'equilibrio l'essere umano può orientarsi nel mondo e giungere alla consapevolezza di tutto ciò che esiste. Egli può affermare "Io esisto" solo in virtù del fatto che percepisce l'esistenza di ciò che è altro da sé, può avere coscienza di sé solo se sta in piedi, in equilibrio, di fronte a tutto ciò che lo circonda.

Non potremmo mai dire che le cose esistono

se noi stessi non fossimo esseri che stanno eretti"

(A. Soesman, I dodici sensi, Natura e Cultura Editrice pag.75)

Tuttavia questo stare eretti in equilibrio è raggiunto tramite un costante oscillare intorno alla nostra verticale. Solo apparentemente siamo fissati ad un punto centrale: in realtà solo per brevi attimi cogliamo il centro per perderlo costantemente e recuperarlo immediatamente dopo. Se così non fosse basterebbe poco per farci cadere.

L'essere umano ha una grande sensibilità per un centro nel quale non staziona mai. Per comprendere questa condizione possiamo pensare all'immagine di una sfera composta da lemniscate al cui centro, misterioso, l'uomo fa riferimento tramite un tranquillo e sottile ondeggiare senza però mai stabilirvisi.

Nel processo dell'ergersi, peculiare dell'essere umano, si attivano forze che procedono in direzione verticale dall'alto verso il basso e che a loro volta risvegliano forze che dal basso vanno verso l'alto.

Ad un certo momento il bambino sta in piedi, mantiene l'equilibrio con un minimo contatto dei piedi con la Terra e la testa che guarda al Sole. Solo l'uomo può pervenire a questa regale posizione di equilibrio fra peso inferiore e leggerezza superiore! Ed è proprio questa speciale condizione che consente di illustrare la valenza superiore del senso dell'equilibrio là dove, nel gioco delle polarità, nel soppesare le diversità, nel valutare le varietà, l'individuo può strutturare il proprio punto di vista. Tale facoltà è infatti negata all'animale il cui sapere coincide col proprio istinto.

Dunque tramite il livello più sottile del senso dell'equilibrio l'individuo può scegliere.

Da qui, dalla postura eretta come premessa fisiologica, alla rettitudine come condotta equilibrata nella sfera comportamentale il passo è breve. Non a caso già nell'antico Egitto si riteneva che il cuore dell'uomo venisse pesato dopo la morte per valutare se le scelte operate fossero state in equilibrio con il suo progetto di vita. Qualora ciò non si fosse verificato un mostro divorava l'anima del defunto.

Nella cultura legata alla nostra civiltà possiamo leggere questo nesso fra equilibrio fisco ed equilibrio morale nelle prime iconografie di Michele con la bilancia.

Va ancora sottolineato che il senso dell'equilibrio non avrebbe bisogno di educazione se i tre sensi precedenti fossero curati con interesse e dedizione. Quando l'adulto esercita un equilibrato discernimento, un sano senso della giustizia, magicamente il bambino accoglie in sé la stessa attitudine.

Se invece si ravvisa la necessità di intervenire terapeuticamente sul senso dell'equilibrio allora si avrà cura di partire dalla sfera più strettamente fisiologica legata all'equilibrio statico per passare solo successivamente agli aspetti relativi alla condotta.

Poiché è auspicabile un recupero del senso dell'equilibrio metodico e costante è possibile fare ricorso ad interessanti programmi da svolgere in collaborazione con l'istituzione scolastica.


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