Marzo: senso del MOVIMENTO

"Il movimento è l'intermediario fra il pensiero e l'azione"

Maria Montessori

Ma cosa si intende con “senso del movimento”?

Ancora una volta abbiamo tre chiavi per occuparcene a tutto tondo.

La prima valenza è, come sempre, di tipo fisico, per poi comprendere la sfera sociale e quindi approdare ad una dimensione più sottile, spirituale.

Nelle scienze motorie si parla di senso muscolare, di senso cinestesico, come dell'insieme di sensazioni relative alla nostra postura e al movimento del nostro corpo. In altre parole quando si muove un braccio ne siamo consapevoli non perché osserviamo il movimento da fuori, ma perché si percepisce “da dentro” il movimento.

In realtà quando ci si muove, quando si gesticola, quando si parla, accade che tutto l'essere umano si muova: esistono infatti solo movimenti cui, ancorché in diversa misura, partecipa tutto il corpo. La percezione di questa sinergia tuttavia non è cosciente, ma è attiva in profondità. È come la musica prodotta da un'orchestra: agiscono molti elementi insieme che vanno composti in un'unica espressione e così nel movimento il bambino apprende ad armonizzare i vari schemi motori tastando dentro di sé ciò che accade.

Ma il confine fra gli aspetti fisico/corporei del senso del movimento e quelli legati agli aspetti comunicativo/sociali è sottile, infatti quando il piccolo osserva il movimento altrui qualcosa di quello stesso movimento riverbera presso il bambino poiché egli è fortemente attratto dal movimento. Così tende ad assumere in sé ciò che fuori si muove: grazie ad un'imitazione somatica del gesto, il movimento dell'altro diventa il movimento proprio. È un con-muoversi col mondo, ed è proprio questa con-mozione che determina il suo ergersi ed il suo camminare.

Ciò non di meno ognuno realizza uno stile individuale. Pochi aspetti della persona sono così peculiari come il movimento proprio. C'è un gesto interiore che caratterizza ciascuno di noi tanto da poter affermare che “ogni bambino ha il proprio sorriso...”.

Steiner parla del movimento come lo strumento atto a “predisporre il bambino, il piccolo uomo in divenire, a sviluppare nel proseguo della vita la libertà nell'anima”. Ed in effetti quanta più sicurezza il bambino acquisisce nel movimento durante i primi anni, altrettanta meno coscienza dovrà apportarvi in seguito e meno insicurezza avrà nella vita.

Senso del movimento e libertà infatti vanno di pari passo e sarà importante quantificare l'entità di un eventuale danno motorio non tanto per collocare il deficit in un quadro diagnostico, quanto per valutare il grado di “libertà” a disposizione del bambino nella condizione data.

Quando il senso del movimento si sviluppa correttamente si struttura infatti uno spazio di autonomia che da un nucleo centrale può arrivare fino alle estremità e poi tornare al centro. È uno spazio di libertà nel quale ci si può muovere in tutta sicurezza perché viene percepito come il MIO spazio. Quando mi muovo nell'area coperta da questa bolla il MIO spazio si muove insieme a me e questo ha un evidente significato sociale.

Ci sono bambini che non accettano di essere toccati, sfiorati, che non tollerano la vicinanza fisica dell'altro in quanto difettano di tale spazio autonomo interiore e dunque non hanno la certezza di poter rientrare in una zona franca all'occorrenza, nel dubbio evitano ogni forma di vicinanza; possono manifestare molta aggressività interpretando ogni avvicinamento come una minaccia.

Lungi dall'essere bambini cattivi sono in realtà bambini insicuri, impauriti, che difendono un ambito che temono possa essere invaso. Là dove invece il senso del movimento consente di andare verso l'altro senza perdere il proprio centro, là dove posso avventurarmi nel mondo perché sicuro di “tornare a casa” allora il senso del movimento diventa simile ad una stella che irraggia la propria luce senza spegnere l'energia centrale che la genera.

Che ruolo ricopre nei processi di apprendimento scolastico il senso del movimento?

Grazie al supporto del senso del movimento il bambino realizza uno schema corporeo utile all'orientamento nello spazio, orientamento che sarà strumento indispensabile e necessario al futuro apprendimento della letto/scrittura e del calcolo. Molti disturbi specifici di apprendimento attengono anche ad un senso del movimento non adeguatamente evoluto.

Ma il senso del movimento è anche di fondamentale importanza per consentire di seguire il percorso di un processo e di comprenderne le qualità. Se non si arriva a cogliere le qualità di un processo i contenuti risultano frammentati e si perde anche il senso della continuità nel tempo. Quando il senso del movimento è disturbato il tempo viene percepito come spezzettato, come se si percepissero solo i fotogrammi di una pellicola senza poterne percepire il fluire dentro una totalità. Grazie al senso del movimento posso collegare un istante a quelli successivi.

Muoversi grazie ad un sano senso del movimento significa “fare musica” col mondo, con le persone che intorno a me si muovono; è un fare musica perché ognuno ha una propria area che l'altro non invade, come se ci fossero invisibili ali sulla schiena di ognuno contro le quali né si sbatte, né si urta

Il senso del movimento ha una significativa ricaduta sulla comunicazione poiché il movimento fa da ponte fra la sfera privata e quella più allargata. Le qualità del movimento sono la metafora delle qualità delle relazioni sociali. Un movimento fluido, scorrevole, regala, come conseguenza, relazioni armoniose e serene.

Ovviamente esistono diversi modi di muoversi a seconda delle finalità che si perseguono: c'è un movimento leggero, danzante, che trova in sé stesso la propria ragione, c'è un movimento che vuole fare qualcosa nel mondo, che vuole intervenire sulla realtà, un movimento forte e deciso come spaccare la legna ad esempio, ma ogni forma di movimento è sempre e comunque musica, ogni movimento fatto con dedizione porta in sé gioia e per questo sarà bello e nobile. Non esiste un movimento che non possa essere compiuto in maniera elegante!

Quando il movimento è pieno di senso ci collega con la dimensione spirituale.

È un fatto che troppi bambini oggi sembrano trascinare il loro movimento, ancorché fisicamente gracili hanno movimenti pesanti, in loro domina la qualità del peso, tutto diventa faticoso, nulla è fluido. Sono caratterizzati da una profonda tristezza, da una vita soffusa di malinconia.

Tali qualità tendono però a dissolversi quando si interviene terapeuticamente sul senso del movimento, la qual cosa comporta non tanto una sorta di addestramento ginnico quanto un muovere l'interiorità della persona.


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