Gennaio: senso del TATTO (parte 3)

Se appare scontato che grazie al senso del tatto ci siano sensazioni che possono nascere dal corpo fisico accanto a sensazioni che giungono direttamente dalla sfera dell'anima, meno ovvia è la connessione fra senso del tatto e ambito spirituale.

Per questo motivo non molto se ne può dire e, come sempre quando ci si riferisce alla dimensione spirituale dell'esistenza, la comprensione passa dal silenzio dell'esperienza soggettiva. Mi limiterò dunque a tratteggiare poche suggestioni sotto forma di immagini per incoraggiare l'accesso a questo terzo livello del senso del tatto.

Dai misteri di Ibernia (l'antico appellativo romano per l'Irlanda) sappiamo che proprio attraverso il tatto il discepolo perveniva alla “verità”. L'iniziando era infatti chiamato a giungere al vero toccando tre statue realizzate con tre diversi materiali che consentivano così tre diverse percezioni.

A partire da questa conoscenza tattile e progredendo per successive riflessioni si arrivava a cogliere quanto di meno tangibile esista: l'essenza delle cose.

Un con-tatto fisico dunque alla base del processo conoscitivo della realtà originaria che, per definizione, è considerata non percepibile ai sensi.

Una ingenua contraddizione dell'antica saggezza? No.

Nell'esperienza tattile infatti c'è un'unica possibilità. Diversamente dagli altri sensi il tatto non può ingannare, né consente confusioni né allucinazioni: tocco esattamente ciò che esiste. Tastando dietro alla manifestazione concreta delle cose viventi, come il discepolo degli antichi misteri, il Bambino cerca ciò che tiene insieme il mondo, entra in contatto con ciò che origina la materia, giunge all' “officina della creazione”.

Pur non portando il processo a coscienza il Bambino può, nondimeno, essere prossimo a questa officina, dalla quale da poco si è allontanato per inserirsi, tramite il processo incarnatorio, nella materia.

E ancora troviamo un riferimento all'attività tattile fra la Maddalena e il Risorto là, nell'Orto degli Ulivi, ove risuona il "Noli me tangere". Maddalena tocca veramente il Cristo? O forse si tratta di una tangenza senza contatto, di una prossimità che implica un con-tatto ad un livello più sottile?

Alle riflessioni di ognuno trovare possibili risposte. Sta di fatto che con un toccare di tipo meditativo anche l'adulto può pervenire all'evidenza dell'essere in quanto tale, può pervenire a quella speciale conoscenza dell'oggetto che lo porta dentro il processo creativo: gli è possibile fare l'esperienza di Dio.

Concludo con una citazione di Rudolf Steiner:

“Ciò che irradia nell'anima attraverso l'esperienza del tatto è l'essere compenetrato dalla sostanzialità generale del mondo, l'essere compenetrato dall'essere in generale, l'essere compenetrato dal sentimento di Dio.”

Il senso del tatto nella sua relazione con la dimensione spirituale dell'esistenza può essere sinteticamente definito EVIDENZA- PERCEZIONE dell'essenziale.


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