Calendario Sensoriale 2016 - Introduzione

In molti racconti popolari, come in molte fiabe, nonché nelle varie mitologie o in diversi riti iniziatici dell'antichità, un significato speciale viene attribuito al numero 12. Non si tratta qua di addentrarci in arcane interpretazioni esoteriche quanto piuttosto di prendere atto di come, nelle diverse epoche e alle diverse latitudini, l'antica sapienza riconoscesse al numero 12 un valore particolarmente significativo.

Alcuni esempi:

Corinne Morel sottolinea che “nella maggior parte delle società, i riti iniziatici, destinati a far accedere allo stato di adulto, si praticano nel dodicesimo anno di età”.

Nella letteratura popolare ci sono fiabe quali “I dodici cacciatori” “I dodici fratelli” o “I cigni selvatici”, fiaba in cui 11 fratelli maschi sono salvati dalla sorella più piccola, che è, appunto, la dodicesima.

Nella mitologia greca gli Dèi principali del monte Olimpo sono dodici, come dodici sono le fatiche di Eracle ed il numero dei Titani e delle Titanidi.

In epoca medievale dodici sono i Paladini di Carlo Magno e dodici sono i Cavalieri della Tavola Rotonda che rimandano ad un più archetipico gruppo di dodici ben rappresentato nel Cenacolo di Leonardo.

Dagli apostoli attorno alla figura del Cristo all'immagine delle dodici costellazioni intorno al Sole il passo è breve e si giunge in tal modo alla corrispondenza fra lo zodiaco ed i dodici distretti del corpo umano.

Lungi dal tentare divinazioni astrologiche in questo articolo di gennaio, primo dei dodici mesi dell'anno, vorrei invece porre le basi per invitare alla riflessione sull'importanza dell'educazione sensoriale.

Grazie agli studi di Pietro Archiati ci è possibile constatare come le forze celesti delle costellazioni, l'azione di ciò che nel vangelo di Giovanni (cap. 6) per dodici volte viene definito "pane che scende dal cielo", mantengano l'essere umano inserito nella propria corporeità in maniera da consentirgli la percezione del mondo esterno attraverso gli organi di senso che sono per l'appunto e non a caso dodici.

Queste dodici “porte" si posso suddividere per comodità di esposizione in tre gruppi di quattro:

- 4 sensi di base corporei connessi con la volontà per percepire la propria interiorità;

- 4 sensi mediani psichici (animici) connessi col sentimento per percepire il mondo esterno;

- 4 sensi superiori (spirituali) connessi con l'attività pensante per percepire l'interiorità altrui.

Perchè occuparci dell'educazione sensoriale?

Perchè ogni senso, se opportunamente nutrito nell'infanzia, si può metamorfosare, conferendo all'adulto qualità interiori e facoltà costruttive a livello personale e dunque sociale, e perchè questo nostro sistema educativo, così povero di sensorialità, determina invece una "denutrizione" che si avvia alla cronicità.

Educatori ed insegnanti si interrogano in maniera sempre più profonda sulle possibili cause dei dilaganti disturbi di apprendimento e di comportamento che caratterizzano l'attualità, le neuroscienze forniscono risposte molto tecniche e poco fruibili da coloro che intervengono fra i banchi o fra le mura domestiche ed ecco che richiamare l'attenzione sulla dieta dei sensi può aiutare il sano sviluppo dell'essere umano.

Abbiamo davanti dodici mesi per dodici sensi - tenterò dunque un calendario che incoraggi l'adulto a prendersi cura dei propri sensi al fine di coltivare quelli dei piccoli che gli sono affidati ed in capo ad un anno avremo "nutrito" tutto il sistema pronti a ricominciare il ciclo.

La chiave di lettura che ci fornisce Henning Koehler è la seguente:

I sensi hanno tre livelli: - un livello fisico/corporeo

- un livello comunicativo (animico/sociale)

- un livello superiore (spirituale)

Come accennato i sensi non lavorano mai separatamente; accade invece che ogni esperienza sensoriale sia un insieme di esperienze in cui un senso "guida" e gli altri cooperano come sostegno. È una meravigliosa sinergia che consente di gustare la vita nonostante solo una piccola parte delle molteplici impressioni giunga alla coscienza. Questa sorta di "difesa" ci impedisce di essere travolti dalle percezioni.

Passiamo dunque a considerare separatamente ciò che nella realtà è invece intimamente connesso.


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