TV? MEDIA? TECNOLOGIA? NO GRAZIE! Per ora niente informazione perché sono... in formazione!


Di tanto in tanto si suppone che il computer sia qualcosa di “buono”

perché è interattivo e non ha blocchi pubblicitari;

mentre la televisione è “cattiva” perché è passiva e ha molta pubblicità....

(Clifford Stoll )

In realtà un monitor è sempre un monitor e le conseguenze svantaggiose di TV, videoclips, CD-player, computer e similari sono ampiamente condivise da tutti i presìdi citati.

Dimostrabili a breve termine sono i danni duraturi del sistema nervoso e degli organi di senso: attraverso un processo di visione non fisiologico si creano problemi nell'attività sensoriale a carico dell'occhio. Appena meno evidente, ma altrettanto allarmante, è il danno che deriva dalla costrizione ad elaborare cerebralmente, e dunque passivamente, una percezione visiva bidimensionale ottenuta giustapponendo unità minime (pixels).

Nella realtà della visione non digitale l'immagine si propone come tridimensionale e ricca di sfumature e tuttavia, saggiamente, il Bambino ne coglie solo le qualità che è in grado di rielaborare, là dove l'immagine di un monitor oltrepassa invece di gran lunga le sue possibilità.

Se a tale invasione si aggiungono frasi, suoni, rumori, anche questi non totalmente decodificati nel loro affollarsi, se si aggiunge l'annullamento della dimensione spazio/temporale (nell'arco di 30 minuti si va dalla Terra a Saturno e un neonato diventa adulto), non serve essere veggenti per prevedere il risultato finale di un'infanzia ed una giovinezza trascorse all'insegna dell'informazione.

Non ci si propone qua di demonizzare la tecnologia, la comodità della quale tutti ormai godiamo, ma si vuole invitare alla riflessione sull'opportunità di inserirla nel percorso di apprendimento dei ragazzi.

A tal proposito concludo riportando quanto segue:

“Il mondo dell'informazione promette oggi il regno paradisiaco del sapere senza faticosi processi di apprendimento e då più risposte di quante siano le domande. Un sapere preformato prende il posto di un sapere elaborato [...] La differenza fra opinione e giudizio, fondamentale per l'orientamento di un individuo, viene azzerata. L'opinione si articola in forma di informazione proprio come il sapere. Così il mondo dell'informazione produce una mancanza di indipendenza nel conoscere, più precisamente "una stupidità ad alto livello".(1)

Non irriti l'affermazione poiché essa è tanto più condivisibile quanto più si pensi al fatto che il computer, tanto per citare lo strumento principe della tecnologia, caldeggiato come panacea di tutti i mali da certi ambiti pedagogico/didattici, procede basandosi su un sistema duale che mette insieme elementi che già esistono. Alla lunga questo stile si trasmette al pensare umano, a maggior ragione se ancora aperto ad accogliere quanto gli va incontro e se privo di capacità critiche quale quello di bambini e ragazzi.

Costoro, quando esposti quotidianamente alle tecnologie informatiche, perdono via via la capacità di creare, di pensare; immagazzinano numerose nozioni, ma non sanno che farsene. È esattamente questo che lo stralcio riportato intende per "stupidità ad alto livello".

È certamente questo il rischio maggiore, quello meno apprezzabile nell'immediato ma non per questo da ignorare, che i nostri figli corrono ogni volta che (come nella metafora ben illustrata dal film Il Tagliaerbe, 1992) navigano nella realtà virtuale: per giungere dove?

1) da Karl Martin Dietz -I CUORI COMINCIANO AD AVERE PENSIERI- AEDEL Edizioni -Torino-


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